INTERVENTO in occasione dell’insediamento del Consiglio comunale - 29 giugno 2009
Signor Presidente, consiglieri comunali, desidero preliminarmente salutare, complimentarmi ed augurare buon lavoro, oltre che al nuovo Sindaco di Pasian di Prato dott. Fausto Cosatti, anche a tutti i consiglieri comunali, confermati o di nuova nomina, miei colleghi in questa Assemblea civica.
Nel contempo desidero salutare e ringraziare anche i 9 consiglieri comunali uscenti: Guido COVRE, Pierluigi D’ANTONI, Gianpaolo DEL FABBRO, Remo DELLA MORA, Giorgio GOBITTI, Fausto MICOLI, Maura PONTONI, Giorgio POZZO, Ermanno VENIER, per il lavoro e l’impegno profuso, chi più e chi meno, nel quinquennio appena concluso.
In particolare voglio ringraziare gli ex consiglieri Guido COVRE e Pierluigi D’ANTONI che ritengo meritino una menzione più degli altri, per l’impegno con cui hanno svolto il ruolo di opposizione e di controllo amministrativo, denunciando alcuni sprechi e mantenendo desta l’attenzione su alcune situazioni amministrative che ancora oggi richiedono vigilanza.
Desidero salutare anche tutti i cittadini oggi qui presenti e convenuti numerosi per assistere all’insediamento del nuovo Consiglio comunale, e desidero particolarmente ringraziare quei 663 cittadini che dando il loro voto ai 16 candidati della Lista Civica Autonomia e Comunità, hanno manifestato il loro apprezzamento per il nostro programma elettorale, per le persone che componevano tale lista e per la mia persona, consentendo l’elezione del sottoscritto e della collega Erna Antonutti, unica rappresentante femminile, all’interno di questa assemblea civica.
La loro fiducia in noi riposta se da un lato ci rende soddisfatti per il risultato conseguito, dall’altro ci carica di responsabilità, che cercheremo di onorare nel migliore dei modi e nel limite delle nostre possibilità.
Desidero ringraziare anche l’ITALIA DEI VALORI per l’appoggio esterno dato alla mia candidatura a Sindaco e per aver dato fiducia e sostegno, attraverso gli spazi di propaganda indiretta, alla lista civica Autonomia e Comunità, che qui rappresento.
Il dato elettorale scaturito dalle recenti elezioni ha indiscutibilmente sancito il successo della coalizione di Centro-Destra, legittimando al governo di Pasian di Prato il dott. Fausto Cosatti; una legittimazione, quella del nuovo Sindaco, che tuttavia, nonostante i 2.695 voti ricevuti si traduce nel consenso del 48,49% dei votanti; mentre le forze di minoranza, seppur divise ed alcune neppure presenti con un proprio consigliere (es. Guido Covre con Alleanza Popolare europea o Roberta Degano con Sinistra per P. di Prato), nel loro complesso rappresentano il 51,11 % e quindi la maggioranza dei votanti.
A differenza di quanto precedentemente e diversamente avvenuto con il Sindaco Stefano Stefanel e poi con il Sindaco Lorenzo Tosolini, legittimati dall’elettorato in misura superiore al 50%, va preso atto che, invece, in occasione di queste elezioni amministrative 2009, la percentuale di almeno il 50% + 1 dei votanti, non è stata raggiunta.
Segnalo e sottolineo questo fatto, non certo, per delegittimare l’elezione del dott. Fausto Cosatti, che ribadisco è risultata netta e numericamente consistente ma per evidenziare come le attuali minoranze, tanto minoranze non siano, rappresentando, infatti, il 51,11% dei votanti. Un dato questo, di cui invito il Sindaco e la sua coalizione a tenere conto, affinchè le istanze e le proposte che verranno avanzate già da oggi da parte della c.d. “opposizione”, possano essere vagliate e tenute nella debita considerazione.
Per quanto concerne il risultato elettorale ottenuto dalla Lista Civica Autonomia e Comunità reputo che la scelta politica di puntare su un programma alternativo con contenuti ed argomenti vicini alla gente, sia risultata una buona scelta.
Una sola lista, alla fine, ha raccolto più voti di qualsiasi altra lista civica e anche di qualche lista partitica, collocandosi al 4° posto tra le 10 liste in gara, a dimostrazione di una campagna elettorale vissuta per le strade, nelle piazze, nelle frazioni, tra le persone, sviluppatasi in centinai di incontri e di colloqui.
Abbiamo ottenuto questo, con la nostra sensibilità e capacità di costruire relazioni umane e sociali, nutrite da incontri in cui le storie personali, i sentimenti, le aspettative e le speranze hanno costruito il percorso politico sintetizzato nel programma.
Noi, a differenza di altri, non abbiamo fondato le nostre possibilità di vittoria sulle alleanze costruite all’ultimo giorno, o meglio sui matrimoni d’interesse, di convenienza o d’opportunità politica, taluni decisi all’ultima ora; non abbiamo costruito il nostro successo sull’aritmetica sommatoria di scudetti o simboli partitici, accreditati dalla tambureggiante esposizione mediatica e televisiva, in quanto ci eravamo posti oltre all’obiettivo della vittoria anche quello di poter governare, serenamente, senza dover ricorrere ad equilibrismi o compromessi politici per scegliere il vice-sindaco o per assegnare l’ultimo posto disponibile di assessore.
Abbiamo invece puntato sulla qualità della proposta, non ricercando a tutti i costi la vittoria e il POTERE.
Il potere non è sempre un fatto di “QUALITA’ “ è un fatto di “QUANTITA’ “.
Il potere è tessere e voti.
Ma la democrazia è salva solo quando la “qualità delle proposte” determina la “quantità del consenso”. In democrazia non sempre vince la migliore proposta, bensì chi ottiene un voto più degli altri. Lo avevo anche cantato nello spettacolo musicale tenuto all’auditorium comunale a chiusura della campagna elettorale dicendo: “chi sarà, chi sarà, chi sarà, il nuovo Sindaco di stà Comunità, forse non sarà il migliore ma di certo lui sarà quello che più voti dalla gente avrà”.
La democrazia è salva, ma la democrazia può diventare un’esperienza disastrosa se salta la relazione tra “qualità” e “quantità” , o peggio ancora quando alla minore qualità, corrisponda un maggior consenso.
Eravamo e siamo ancora convinti della bontà e qualità della proposta programmatica e amministrativa che abbiamo rivolto all’elettorato. Abbiamo condiviso e sostenuto varie richieste che ci erano state rivolte: riduzione dei costi della politica, maggiori risorse a favore della famiglia e dell’assistenza sociale, maggiore trasparenza amministrativa e più coinvolgimento e partecipazione di coloro che vogliono esprimersi sulle scelte che interessano il proprio paese, concependo, quindi, la democrazia in termini di discussione politica, da nutrire ogni giorno come modalità normale, ordinaria e permanente di governo e non come isolato appuntamento quinquennale con le urne.
Abbiamo impostato una campagna non sulla stucchevole e per certi versi anacronistica contrapposizione ideologica tra destra e sinistra, ma sulla capacità di offrire all’elettorato una possibile scelta alternativa tra le diverse opzioni, capace di portare maggiore beneficio alla comunità, nell’interesse di molti e non di pochi.
Abbiamo inteso intraprendere questo percorso non come un’esperienza singola ed individuale ma come un “viaggio in comitiva”; come un’esperienza collettiva, non per andare ad occupare un posto ma per metterci a servizio degli altri.
In prospettiva si dovrà lavorare cercando di coinvolgere e conquistare quelle numerose centinaia di persone che risiedono a Pasian di Prato da pochi anni; persone che non hanno magari radici nel nostro Paese e che non conoscono molto della storia politica passata e presente e che inevitabilmente, al momento del voto, hanno come unico riferimento i simboli tradizionali dei partiti nazionali. Sarà indispensabile fare opera di informazione, per i prossimi anni, al fine di coltivare un elettorato più consapevole ed in grado di fare delle scelte nuove. Questa tornata elettorale è stata dunque un punto di partenza per continuare a costruire una valida alternativa.
Questa unica lista, composta da persone alla loro prima esperienza amministrativa, è riuscita a raccogliere degli ottimi risultati di preferenza, gettando le basi per un progetto solido, creando, altresì, un gruppo che, con qualche ulteriore innesto, potrà puntare in alto.
Nel mio ultimo appello all’elettorato avevo invitato a preferire “l’interesse collettivo” e ad anteporre il “bene comune” ai talvolta egoistici interessi personali.
Avevo riposto la mia speranza di un risultato positivo (che in parte c’è stato), nella possibilità che la gente potesse operare una scelta consapevole, scaturente dal confronto tra le diverse proposte programmatiche, libera da condizionamenti esterni o pressioni di vario tipo, che sapesse privilegiare l’impegno e la storia personale di ciascun candidato, di cui invitavo a valutare non solo le promesse future ma soprattutto la coerenza con le scelte operate ed i comportamenti tenuti in passato, ricercando l’affidabilità delle persone e la loro credibilità che nasce dal rispetto della parola data, nonché le motivazioni profonde che muovono all’impegno amministrativo.
Penso che questo auspicio, in queste elezioni, si sia realizzato solo parzialmente e che la volontà di scalzare certe lobby non si sia completamente espressa e manifestata.
Penso che la politica locale, per fare un salto di qualità, necessiti di un supporto culturale che la possa sorreggere ed illuminare, per farle scoprire che oltre all’IO ed al nostro innato bisogno di IO, esiste anche l’ALTRO; esistono anche gli ALTRI, verso i quali dobbiamo aprirci, radicandoci in valori come il rispetto, la solidarietà, il diritto, la tolleranza, la pari dignità.
Penso che anche la nostra politica locale, abbia bisogno del temperamento che viene dalla cultura; da quella cultura che incarna o almeno presta attenzione alle istanze dei più deboli o di coloro che “stanno peggio”, al fine di poter tornare ad una cultura del “NOI” e non soltanto dell’egoistico IO.
Penso che la campagna elettorale appena conclusasi abbia registrato inequivocabilmente dei fatti e degli accadimenti che si sono palesati come dei disdicevoli opportunismi, di fronte ai quali si sarebbero potuti dire, e per me dovuti dire, dei NO secchi e irremovibili.
Penso che la cultura, intesa come principi e valori fondanti la nostra esistenza umana, sia lo strumento che ci può rendere capaci di saper dire, nella nostra vita quotidiana, professionale ma anche politico-amministrativa, dei necessari NO ! dei NON CI STO’ ! dei “COSI’ NON VA BENE ! dei “COSI’ NON SI DEVE FARE!
Dei NO di cui andare orgogliosi.
Dei NO che contribuiscano a mantenerti una persona “LIBERA”.
Dei NO che ti aiutino a non farti scendere sotto la linea di galleggiamento della dignità.
Il cambiamento e l’alternativa, penso che possano passare anche attraverso il pronunciamento di un NO, deciso e netto, detto al momento giusto.
Pur avendo confidato e creduto, in cuor mio, dall’inizio alla fine di questa campagna elettorale, alla possibilità di una vittoria e quindi di un’alternativa, di una svolta e di un cambiamento, prendo serenamente atto del diverso esito scaturito dalla urne e dalla volontà degli elettori.
Considero il risultato da tutti noi ottenuto comunque positivo; ritengo che il lavoro svolto, la condivisione e l’elaborazione del programma, i rapporti e i contatti umani instaurati con tante persone, siano un patrimonio che non vada disperso ma possa costituire quella solida base sulla quale innestare il lavoro che andremo a svolgere in futuro, non solo dai banchi della minoranza consiliare, ma anche mantenendo tra il gruppo dei candidati della lista e tra i cittadini che a noi si sono avvicinati, quella collaborazione, quello scambio periodico di opinioni, informazioni ed idee, quella frequentazione reciproca necessaria ad alimentare ed a mantenere viva quella “attenzione e partecipazione popolare” attenta e vigile alle vicende pubbliche e politiche della gestione amministrativa del nostro Comune.
Il blog “giorgioursig.blogspot.com” continuerà a restare aperto anche in futuro per continuare a mantenere un rapporto ed un dialogo con la popolazione.
So che forse, in alcuni, la delusione per la mancata vittoria o per la mancata elezione può essersi insinuata, per aver visto sfumare la possibilità di incidere in modo diretto sulla gestione dell’Amministrazione comunale; tuttavia invito a vedere il c.d. “mezzo bicchiere pieno” e cioè la fiducia riposta in noi da parte di 663 persone; non un numero ma una pluralità di persone concrete, che a noi hanno creduto e che a noi hanno affidato la loro rappresentanza nella sede istituzionale comunale. Non vogliamo deluderli e ci impegneremo per restare coerenti a quanto abbiamo scritto nel nostro programma e che, nei limiti di ciò che sarà possibile attuare dai banchi della minoranza, ci siamo impegnati a realizzare, guardando avanti, al futuro, a nuovi orizzonti, a nuove mete, a ciò che potremo determinare o almeno influenzare con il nostro lavoro.
In campagna elettorale abbiamo ripetuto che: “Il futuro appartiene a coloro che credono nei loro sogni”; abbiamo detto che: “Per un nuovo progetto che nasce c’è una nuova speranza che cresce”.
Continueremo ad alimentare questa speranza e questo sogno anche in coloro che ancora non li nutrono, per una gestione amministrativa meno onerosa, più partecipata, più trasparente, capace di affascinare e conquistare anche altre persone.
Lo “spirito di servizio” che anima la nostra azione e con cui abbiamo deciso di svolgere, il nostro impegno pubblico e sociale, auspico che possa continuare ad essere il nostro orizzonte di riferimento.
Giorgio URSIG
